La domanda “chi sono”, va detto, è piuttosto impegnativa.

Si può però aggirare l’ostacolo, descrivendo cioè cosa faccio, deducendo in qualche modo che ciò che faccio è ciò che sono. E ciò che faccio, ciò che amo davvero fare, è scrivere, non importa cosa: ho pubblicato un poema e un po’ di articoli giornalistici; sto pubblicando una raccolta di poesie, ho scritto un romanzo, un reportage di un soggiorno di volontariato in Brasile, un paio di testi teatrali e infinite altre poesie che non sono state ancora pubblicate; ho inviato una sceneggiatura a Topolino (scritta a due mani, bevendo birra ai crauti), sto componendo una cronaca per l’uomo del futuro e vorrei disperatamente che qualcuno mi chiedesse di scrivere testi di canzoni (di musica, ahimé, non so quasi nulla).

Oggi, in Italia, se si vuole pubblicare letteratura si deve essere disposti – nel migliore dei casi – a farlo gratis; ma questo, tutto sommato, era già preventivato: non mi ero mai illuso di poter vivere con poemi e romanzi. Data questa premessa, continuava a tormentarmi il fatto che i miei poveri parenti dovessero ogni volta regalare dieci euro a un editore che mi pubblicava solo per incassare i soldi dei miei parenti.

“Sbraco tutto?”, mi ripetevo da mesi convinto di parlare in dialetto (e invece, strano a dirsi, “sbracare” sembra essere italiano). Alla fine mi sono deciso, ho sbracato, e, visto che comunque avrei pubblicato gratis, che chi vuole si legga tutto gratis, qui, nel mio blog (soprattutto se è un cantautore con crisi d’ispirazione nello scriversi i suoi testi).

(c’è infine la storia dei diritti d’autore: non sono uno molto sistematico, quindi orientativamente direi che solo il 70-80% delle cose che pubblicherò qui è già stato depositato in SIAE. C’è anche da dire che se qualcuno si scarica una poesia e poi la spaccia per sua a un concorso, bè, ci sono davvero poche possibilità che io lo venga a sapere. Non posso quindi che confidare in un più alto senso etico dell’amante di letteratura, e ripetere qui quello che scrivono i tedeschi sulle loro metro: “se vieni beccato senza biglietto ti facciamo la multa, ma il vero deterrente dovrà essere la vergogna che proverai con le persone che ti saranno intorno)

E se poi qualcuno volesse scrivere direttamente a me, può farlo qui: gianluca_valenti@yahoo.it

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1 commento
  1. Jericho XVIII ha detto:

    Ciao! Ho esplorato un po’ questo blog e ci tenevo a lasciare una traccia del mio passaggio: volevo farti sapere che apprezzo molto una creatività come la tua e ammiro lo sforzo che hai fatto, e sicuramente fai ancora, per farla sopravvivere allo scarso appetito di cultura della nostra bella civiltà.
    Leggerò con piacere quello che riuscirò a trovare qua sul sito.
    Buona fortuna, davvero 🙂

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