Nel 2008 ho pubblicato un poema, una di quelle cose così anacronistiche che bisogna anche spiegare cos’è. Dieci canti, circa un migliaio di versi, tutti endecasillabi. Le vendite, è facile intuirlo, sono state pari al numero di parenti e amici che ho convinto a venire alla presentazione del libro, ed è un peccato perché “Vanitas” è sicuramente la cosa più bella che io abbia mai scritto. Lo pubblicherei volentieri per intero, ma credo di non averne i diritti. Ecco la quarta di copertina:
“Cosmogonia in dieci canti, nascita e morte di un Dio paurosamente Umano, storia di tutto ciò che esiste; l’autore racconta l’universo attraverso la lente deformante di dieci intuizioni stilate in levigati endecasillabi, dieci squarci nel velo di Maya che corrono in parallelo, si scontrano ed infine si intersecano rivelando al lettore – nello sguardo d´insieme – quella caotica semplicità che è all’origine stessa del cosmo, quell’Armonia del Mondo vagheggiata da poeti di ogni tempo e luogo, dagli autori biblici a Goethe, da Platone a Newton, dai più remoti asceti induisti fino a Paul Hindemith”.
Il libro è acquistabile tramite internet sia all’indirizzo dell’editore, sia su Amazon, Webster e altri siti di vendita online (o potete mandare un’email a me). Qui trovate alcune recensioni.
INDICE
Vanità delle vanità (di Corrado Bologna)
I. Sulla nascita del genere umano
II. Sulla nascita di Dio
III. Sulla menzogna
IV. Sulla scrittura e sue conseguenze
V. Su uomini illustri
VI. Sulla ricerca della verità
VII. Sulla pace e suoi cataclismi
VIII. Sulla morte del genere umano
IX. Sulla morte di Dio
X. Sulla speranza di vita eterna

