Molte persone s’interessano alla Storia, e fanno bene, perché la Storia è densa di storie e un po’ ci rilassa, un po’ ci diverte e un po’ ci consola (“noi siamo meglio”, spesso pensiamo). Tutti ammirano i condottieri, gli scienziati, gli esploratori… così come le grandi masse di cui non si ricordano i nomi ma le gesta: i giacobini, i ghibellini e quei tanto noti trecento spartani trucidati alle Termopili.
Tuttavia, quasi nessuno ha mai speso una parola di conforto per coloro che la Storia, pur non facendola, l’hanno scritta. Cosa sapremmo delle crociate se valorosi cronachisti non si fossero imbarcati outremer insieme ad altrettanto valorosi cavalieri? Chi, se non Rodolfo il Glabro, ci avrebbe dato preziose informazioni su quelle che la fondazione Valla definisce “cronache dell’anno mille”? Di quale e quanta utilità è per lo storico l’enciclopedia di Plinio il Vecchio, che per brama di sapere trovò la morte sul Vesuvio?
Questo è forse uno dei miei progetti più belli, destinato per sua stessa definizione a restare incompleto: un’enciclopedia del terzo millennio, redatta a beneficio dell’uomo del futuro.
